Esiste l’obbligo giuridico di compilazione del bilancio di cessione aziendale? In realtà no. Compilare uno specifico bilancio straordinario – in caso di vendita di un’impresa – non è previsto dalla legge ma è sicuramente utile farlo. Se stai cercando informazioni in merito questa mini-guida può aiutarti.
La nostra esperienza in compravendita aziendale ci permette di affermare che grazie al bilancio straordinario si hanno le idee chiare per:
Serve fondamentalmente a rappresentare il capitale economico dell’impresa in vendita o già ceduta.
Viene creato seguendo i criteri che valgono per il bilancio di esercizio per ciò che riguarda struttura, nomenclatura e classificazione delle voci. Nel suo contenuto, invece, mancheranno alcune voci riguardanti l’attivo dello stato patrimoniale.
Ne citiamo un paio:
– i costi pluriennali, se non vi corrispondono attività future;
– i beni immateriali, se viene usato il metodo di valutazione misto (patrimoniale-reddituale).
Questi ultimi vanno valutati, invece, tramite la determinazione dell’avviamento d’impresa.
I criteri di valutazione applicabili per la redazione del bilancio di cessione saranno quelli correnti, indicati dal mercato, per le attività patrimoniali (ad esempio i costi attuali di riacquisto o ricostituzione, i valori netti di realizzo) e quelli attuali di estinzione per le passività.
Grazie al bilancio potremo evidenziare tre gruppi di valori ben definiti:
Sono informazioni preziose per chi ha deciso di comprare un’impresa già esistente. Rappresentano un valore di riferimento per avviare le fasi contrattuali e la negoziazione.
Il documento può essere letto su tre gradi differenti: prima di ogni cosa ci sarà il livello contabile. Scorrendo il bilancio dell’impresa che vuoi vendere o comprare ne osserverai l’indice composto da singole voci – abbastanza chiare – relative al suo contenuto.
L’analisi contabile, invece, è un po’ più complessa. Analizziamo la voce “magazzino”: conterrà delle cose differenti a seconda che si tratti di una società commerciale o che produce dei grandi lavori su commessa. Il processo di valutazione di una nave in cantiere, per intenderci, sarà diverso da quello usato per valutare una serie di prodotti il cui costo si può ritrovare in una fattura d’acquisto.
Più si conosce il settore il cui l’impresa opera, in questo caso, più si sarà abili nel comprendere le voci di bilancio relative all’analisi contabile.
Ci sarà, poi, quella economica, cioè quella che aiuta a identificare e stimare la redditività dell’impresa.
Infine, l’analisi finanziaria. L’analista finanziario, attraverso lo studio di uno o più bilanci di un’azienda valuterà la sua capacità di generare questi flussi. Qui l’interesse di chi acquisisce i dati cambia sulla base di ciò che rappresenta: una banca vorrà capire se effettivamente l’impresa riesce a generare un flusso di pagamenti di interessi e rate di rimborso dei prestiti; un investitore (venture capitalist) osserverà le prospettive di rivalutazione patrimoniale legate alla capacità di reddito e di crescita dell’azienda in fase di cessione.
Finisce qui il nostro approfondimento sul bilancio di cessione aziendale. Riprenderemo l’argomento il prossimo mese. Se, nel frattempo, vuoi approfondire qualcosa o desideri informazioni sulla compravendita di società o rami di impresa, siamo a tua disposizione. Contattaci.
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